Per Adriano Ceschia, già presidente della Commissione per la grafia della Provincia di Udine: «La scelta di una grafia unificata era necessaria. Solo su questo primo mattone era possibile costruire una conseguente politica linguistica, come è stato fatto successivamente. Per salvare le lingue minoritarie, friulano compreso, è assolutamente necessaria una koinè. Se non c'è, prima o poi, quella lingua è destinata a morire. In pochi 30 anni fa avevano capito che si trattava di un momento storico, di un atto politico-istituzionale importantissimo che inaugurava una "nuova" politica linguistica per la lingua friulana.».
"Per come è organizzato attualmente il mondo delle lingue, a ognuna di esse serve una convenzione unificante per affermarsi, vivere e andare oltre lo spontaneismo. – ha poi affermato il glottologo catalano dell'Università di Girona, Xavier Lamuela, il "padre" della grafia unificata del friulano divenuta poi ufficiale con la L.R. 15/1996. - In Italia, il prestigio dell'italiano è andato in conflitto con quello delle altre lingue minoritarie, friulano compreso. La grafia unificata, assieme agli strumenti linguistici collegati, è indispensabile per mantenere il prestigio del friulano e consentirne l'insegnamento. La lingua ha bisogno di convenzioni e organizzazione per vivere, l'uso spontaneo non è sufficiente e, il riconoscimento politico del 1986, è stato determinante in questo senso."
All'incontro erano presenti anche: Vincenzo Martines,consigliere regionale e presidente della Commissione Cultura della Regione, Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine; Enrico Peterlunger, delegato per il friulano per l'Università di Udine; Oscarre Lepre e Giacomo Cum, ex assessori alla Cultura della Provincia di Udine. Nell'occasione, è stato presentato il nuovo manuale cartaceo della grafia friulana in versione plurilingue (friulano, italiano, inglese), mentre la versione in spagnolo è scaricabile gratuitamente dal sito dell'ARLeF www.arlef.it